Manifesto
“Non riesco a sopportare quelli che
non prendono seriamente il cibo”
(O. Wilde)
No, proprio non ci riesco a sopportare questi individui.
Non so a cosa si riferisse il celebre poeta inglese, ma per me stare a tavola è una cosa seria. Trovare il posto dove sedersi, controllare che non manchi nulla, anche nella più assoluta semplicità, e sopprattutto vivere con curiosità e, si spera, compiacimento ogni portata fa parte di un rito al quale nessuno si deve sentire escluso e soprattutto nessuno può sottrarsi al dovere (sì dovere, non solo diritto) di partecipare.
Chi si sottrae da questo piacevole rituale, molto probabilmente non considera i pasti come uno dei momenti importanti della giornata anzi, li sottovaluta al punto di non rendersi conto di quello che sta mangiando e di non riconoscerne la qualità. Il risultato è una persona fredda, rigida, noiosa.
Vero è che ognuno di noi a tavola è quello che è.
Ogni gusto, ogni sapore, ogni odore esalta a piacimento il nostro palato e l’emozione non è da nascondere. Ogni pasto è una piccola cerimonia e nulla può interrompere il suo svolgersi. Molto corretto sarebbe anche tralasciare, per quell’arco di tempo (assolutamente non quantificabile, se non dall’orologio biologico insito nel nostro stomaco…), qualsiasi triste evento della nostra vita, per poi affrontarlo successivamente con più ottimismo rispetto a prima.
Non riesco a sopportare nemmeno quelli che si tirano indietro di fronte alla proposta di una cena tra amici, non necessariamente al ristorante o in pizzeria, e non necessariamente onerosa come assolutamente non è una semplice spaghettata. Pessimi sono pure quelli che deridono la tua scelta di mangiare “fuori pasto”…ah, dannati teorici dei 3, 4 o 5 pasti!
Non è solo una questione di “stomaco”, rinunciare ad un banchetto significa sottrarsi ad un piacere, castigarsi, perdere una opportunità.
Rinunciare a ciò dicendo “mangio a casa” è come andare a Parigi senza vedere la Torre Eiffel, andare a Londra senza vedere il Big Ben o, peggio ancora, a Napoli e non mangiare la pizza.